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Regolamento generale per la concessione di contributi, sovvenzioni sussidi e ausili finanziari

Pubblicato il: 16/01/2009


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Art. 1. - Criteri generali

1. La Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Forlì-Cesena, di seguito denominata la Camera o l’Ente, a norma dell'articolo 2, comma 1, della legge 29 dicembre 1993, n. 580, promuove e sostiene iniziative aventi per scopo lo sviluppo del territorio e il miglioramento delle condizioni economiche e sociali della circoscrizione territoriale di competenza, d’intesa con altre Istituzioni, Pubbliche Amministrazioni e organismi, pubblici o privati, della provincia.
2. In assolvimento a tale funzione la Camera inserisce annualmente nel proprio preventivo un programma di interventi per lo sviluppo economico provinciale che si articola nell'attuazione diretta di iniziative promozionali ovvero nel sostegno finanziario di analoghe iniziative realizzate da altri soggetti.
3. La Camera, nella concessione di agevolazioni, contributi, sovvenzioni, sussidi ed ausilii finanziari, si conforma alla disciplina nazionale e comunitaria in materia di aiuti di Stato.
4. La Camera indirizza i propri interventi di sostegno a favore di iniziative promozionali organizzate da terzi tenendo conto dei seguenti criteri generali:
  1. evitare la polverizzazione delle risorse attraverso la concessione di contributi di modesta entità e concentrandole verso le iniziative di maggiore rilievo;
  2. dare la priorità ad iniziative che si inseriscano in programmi, preferibilmente pluriennali, di sviluppo, rispetto ad iniziative di carattere sporadico ed occasionale;
  3. preferire interventi di natura intersettoriale ed interassociativa e sostenere prioritariamente le iniziative che abbiano lo scopo di fornire servizi di interesse comune degli operatori;
  4. preferire le iniziative che siano impostate in collaborazione con enti pubblici ovvero con le associazioni di categoria escludendo le iniziative che abbiano interesse interno di associazioni o enti e che non siano aperte alla generalità dei soggetti interessati;
  5. privilegiare le iniziative che abbiano incidenza diretta e duratura sul sistema economico provinciale rispetto a quelle che abbiano riflessi indiretti o soltanto temporanei;
  6. favorire la rotazione degli operatori beneficiari delle agevolazioni;
  7. favorire le iniziative avviate da gruppi di operatori associati, anche temporaneamente, fra di loro e incentrate prioritariamente sulla qualificazione dell'immagine complessiva del territorio, sullo sviluppo di reti e filiere;
  8. privilegiare iniziative caratterizzate dall’innovazione e dall’originalità dei contenuti del progetto.

5. L’intervento della Camera può riguardare anche l’assunzione di spesa diretta per lo svolgimento della manifestazione (ad esempio, le forme di pubblicità dell’iniziativa, l’acquisizione di spazi espositivi, la stampa di inviti, ecc.). In tale ipotesi, la spesa connessa all’intervento sarà fatturata direttamente alla Camera a seguito dell’acquisizione, da parte della stessa, dei beni o servizi in osservanza della normativa in vigore.

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Art. 2. – Compatibilità con il programma promozionale.

1. I singoli provvedimenti riguardanti la concessione di contributi, sovvenzioni, sussidi, ausili finanziari e attribuzione di vantaggi economici dovranno avere come punto di riferimento il programma delle iniziative promozionali della Camera inserito nel preventivo annuale.

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Art. 3. - Formulazione delle richieste di contributo

1. I soggetti che intendano ottenere contributi, sovvenzioni, sussidi, ausili finanziari e attribuzione di vantaggi economici per il sostegno di una iniziativa volta alla promozione dell'economia provinciale debbono presentare preventiva domanda alla Camera con un anticipo sull'effettuazione dell'iniziativa di norma pari a trenta (30) giorni, salvo il diverso termine stabilito per iniziative particolari.
2. La domanda, sottoscritta dalla persona fisica interessata o dal responsabile dell'organismo promotore dell'iniziativa o dal legale rappresentante in caso di imprese, enti o associazioni di categoria, deve contenere:
  1. generalità, residenza, numero di codice fiscale ed eventuale partita IVA del richiedente;
  2. un’esauriente illustrazione dell'iniziativa per la quale si chiede il contributo nella quale siano messi in evidenza gli obiettivi perseguiti ed i risultati attesi;
  3. il piano finanziario delle entrate e delle spese previste per l'iniziativa, redatto in forma analitica e con la specificazione, tra le entrate, dei contributi richiesti ad altri Enti Pubblici e dei proventi dell'iniziativa;
  4. la misura del contributo richiesto alla Camera; tale contributo non potrà eccedere, sia a preventivo che a consuntivo, il 50% del totale dei costi dell’iniziativa; in ogni caso una parte dei costi deve essere sostenuta dal soggetto promotore dell’iniziativa;
  5. il soggetto che richiede il contributo deve coincidere con il soggetto che rendiconterà e produrrà fatture a suo nome in relazione all’iniziativa, ad esclusione dei casi autorizzati dal Segretario Generale o dal Dirigente competente in relazione a motivate necessità.
3. Sono inammissibili le domande presentate da soggetti che:
  1. non siano in regola con il pagamento del diritto annuale;
  2. siano sottoposti a procedure concorsuali;
  3. non abbiano sede legale e/o unità produttiva nella provincia di Forlì-Cesena.
4. Sono tuttavia ammissibili le domande presentate da organismi non aventi sede e/o unità produttiva nella provincia di Forlì-Cesena unicamente a condizione che abbiano per oggetto interventi con una diretta ricaduta sul territorio e/o sull’economia provinciale.

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Art. 4. - Istruttoria della domanda

1. Il titolare dell'unità organizzativa competente cui perviene la domanda provvede ad assegnare a sé o ad altro dipendente della medesima u.o. la responsabilità del procedimento e dell'istruttoria rivolta ad accertare l'esattezza dei dati in essa contenuti e ad acquisire elementi di valutazione di merito.
2. Il responsabile del procedimento può richiedere, anche per le vie brevi, tutti gli elementi informativi e di valutazione nonché la documentazione integrativa che si rendessero necessari per la valutazione della domanda.
3. Qualora non pervenga sollecita e completa risposta, il responsabile del procedimento reitera per iscritto la richiesta e, anche ai sensi di quanto disposto dall’art. 10-bis della L. 7 agosto 1990, n. 241, fissa un termine non superiore a trenta (30) giorni trascorso il quale la mancata risposta dell’interessato deve intendersi quale rinuncia alla domanda di contributo.
4. Completata l'istruttoria, il titolare dell'unità organizzativa o il responsabile del procedimento inoltra la pratica al Segretario Generale o al Dirigente competente per la conseguente determinazione ovvero per l’inserimento nell'ordine del giorno della prima seduta utile della Giunta camerale per la relativa deliberazione.
5. La determinazione del Segretario Generale o del Dirigente competente e la delibera della Giunta devono essere adottate, salvo casi di forza maggiore, prima dell’attuazione dell’iniziativa.

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Art. 5. - Adozione del provvedimento di concessione del contributo

1. L'ammissione al contributo e l'ammontare dello stesso sono decisi nel rispetto delle condizioni indicate dal presente regolamento.
2. Il provvedimento deve essere motivato, in particolare sotto il profilo dei presupposti di fatto e di diritto. Pertanto nelle sue premesse deve in primo luogo essere illustrata, in ordine cronologico, la sequenza dei fatti, la data della domanda e i suoi contenuti, l’istruttoria compiuta dalle unità organizzative e le risultanze emerse. Deve essere poi valutata l'ammissibilità della richiesta nell'ambito dei compiti istituzionali di promozione dell'economia locale. Infine va verificata la compatibilità e l’efficacia rispetto agli obiettivi di promozione economica prefissati nel programma promozionale annuale.
3. Il dispositivo del provvedimento deve indicare:
  1. l'importo del contributo e il soggetto beneficiario;
  2. la precisazione che la liquidazione del contributo e la sua erogazione sono comunque subordinate alla presentazione di una relazione dettagliata sullo svolgimento dell'iniziativa corredata dal rendiconto analitico e completo delle entrate e delle spese dell'iniziativa, nonché all'esibizione dei documenti di cui al successivo articolo 6;
  3. le eventuali ulteriori condizioni a cui è da intendersi subordinata l'erogazione del contributo (ad esempio, l’adeguata pubblicizzazione del finanziamento camerale, l’adeguata pubblicizzazione del patrocinio, la nomina di rappresentanti camerali in seno a comitati operativi, ecc.);
  4. il regime di concessione del contributo ai sensi della normativa comunitaria sugli aiuti di stato, qualora il contributo si configuri come aiuto di stato.
4. In caso di diniego, nella comunicazione all’interessato del provvedimento si osservano gli adempimenti stabiliti dalla L. n. 241/1990 ed in particolare devono essere comunicati il termine e l'autorità cui è possibile ricorrere.

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Art. 6. - Controllo sullo svolgimento dell'iniziativa finanziata. Liquidazione ed erogazione del contributo. Verifica dei risultati

1. Il Segretario Generale ovvero il Dirigente responsabile o un loro delegato danno comunicazione scritta al soggetto interessato dell'intervenuta adozione del provvedimento riguardante la domanda di contributo, sovvenzione, sussidio, ausilio finanziario o attribuzione di vantaggio economico.
2. In caso di accoglimento della domanda, la comunicazione dovrà precisare l’importo del finanziamento e le condizioni cui è eventualmente assoggettato. Nella stessa comunicazione dovrà altresì essere contenuto l’invito, rivolto al soggetto interessato, a trasmettere all'unità organizzativa espressamente indicata, entro novanta (90) giorni dalla conclusione dell'iniziativa - termine eccezionalmente prorogabile solo previa motivata richiesta – e comunque entro il mese di Febbraio dell’anno successivo, la seguente documentazione:
  1. ai fini della valutazione dell’efficacia dell’iniziativa, una relazione dettagliata circa il suo svolgimento, corredata da idonea documentazione, nella quale siano anche indicati i risultati positivi che essa ha determinato sul piano della promozione economica della provincia;
  2. il rendiconto analitico delle entrate incassate o comunque accertate e delle spese sostenute al netto dell’I.V.A.. Le spese rendicontate possono essere considerate al lordo dell’I.V.A. qualora vengano sostenute da organismi che producano una dichiarazione sostitutiva di atto notorio dalla quale risulti che non sono soggetti I.V.A.. Tale dichiarazione va redatta, sottoscritta e presentata nelle forme e nei modi previsti dall’art. 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, e successive modificazioni e integrazioni, di cui se ne riporta il testo in calce al presente regolamento;
  3. i documenti di spesa quietanzati in originale ovvero in copia resa conforme all’originale secondo quanto stabilito dall’art. 18 del D.P.R. n. 445/2000, di cui se ne riporta il testo in calce al presente regolamento; qualora la causale non sia specificata nei citati documenti di spesa, è necessario che l’interessato renda una dichiarazione, redatta, sottoscritta e presentata nelle forme e nei modi previsti dall’art. 47 del D.P.R. n. 445/2000, da cui risulti che la spesa è correlata all’iniziativa.
    In luogo dei documenti di spesa come sopra indicati, il soggetto interessato potrà presentare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, sempre ai sensi dell'articolo 47 del D.P.R. n. 445/2000, con la quale, attestando la veridicità del rendiconto presentato e la diretta correlazione del medesimo all'iniziativa per la quale è stato ammesso il contributo, fornirà l’elencazione della documentazione conformemente al modello allegato A del presente regolamento, a farne parte integrante e sostanziale;
  4. la documentazione atta a stabilire la natura dell'iniziativa, ai fini dell'applicazione della normativa antimafia e delle ritenute fiscali dovute in base alle norme vigenti;
  5. qualora il contributo si configuri quale aiuto di stato, una dichiarazione, redatta, sottoscritta e presentata nelle forme e nei modi previsti dall’art. 47 del D.P.R. n. 445/2000, in cui si attesta che l'impresa non ha richiesto e/o non ha beneficiato di altri contributi incompatibili alla luce della normativa nazionale o comunitaria in materia di aiuti di Stato.
3. Il soggetto interessato è tenuto a conservare gli originali dei documenti di spesa, qualora non consegnati alla Camera.
4. Ove ritenuto necessario e comunque nei casi in cui il percipiente il contributo abbia presentato dichiarazioni sostitutive, fermo l'obbligo di conservare i documenti di spesa, la Camera può procedere ad idonei controlli, anche a campione, circa la veridicità delle dichiarazioni rilasciate. Salvo quanto disposto dall'articolo 76 del D.P.R. n. 445/2000, di cui se ne riporta il testo in calce al presente regolamento, qualora dal controllo emerga la non veridicità del contenuto della dichiarazione, il dichiarante decade dal beneficio del contributo emanato sulla base della dichiarazione non veritiera.
5. Pervenuta la documentazione, dopo averne verificato la completezza e il contenuto, l'unità organizzativa competente, previa verifica d’ufficio circa la regolarità della posizione del beneficiario riguardo al pagamento del diritto camerale e l’insussistenza di motivi ostativi relativamente alla normativa antimafia, trasmette la pratica al Segretario Generale o al Dirigente competente il quale, attestatane la regolarità sotto il profilo procedurale e amministrativo, adotta entro il termine di sessanta (60) giorni dal ricevimento della rendicontazione e della relativa documentazione, il provvedimento di liquidazione.
6. Qualora la documentazione trasmessa sia incompleta o si renda necessaria la richiesta di chiarimenti, l'unità organizzativa provvede, sospendendo il termine di cui al precedente comma, a darne comunicazione scritta all'interessato fissando, per l’integrazione documentale o per i chiarimenti, un termine perentorio da quindici (15) a trenta (30) giorni.
7. La mancata risposta dell'interessato, senza giustificato motivo, entro i termini prestabiliti, deve intendersi quale rinuncia al contributo. Pertanto, in tal caso, l'unità organizzativa inoltra la pratica al Segretario Generale o al Dirigente competente per il provvedimento di revoca della sovvenzione, sussidio, ausilio finanziario, vantaggio economico concessi. La pratica è ugualmente inoltrata al Segretario Generale o al Dirigente competente, per l’eventuale provvedimento di revoca, nel caso in cui vi sia stata l’inosservanza delle condizioni di cui al precedente art. 5, comma 3, punto c).
8. Nella comunicazione all’interessato del provvedimento di revoca si osservano gli adempimenti stabiliti dalla L. n. 241/1990 ed in particolare devono essere comunicati il termine e l'autorità cui è possibile ricorrere.
9. Qualora le spese rendicontate e ammissibili risultino inferiori a quelle preventivate, in sede di liquidazione il contributo è proporzionalmente ridotto. Tuttavia, nel caso in cui la riduzione dei costi risulti non superiore al 20%, il contributo potrà essere liquidato per intero.
In ogni caso, il contributo liquidato non può eccedere il 50% delle spese totali ammissibili e una parte dei costi deve essere sostenuta dal soggetto promotore dell’iniziativa.

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Art. 7. - Spese ammissibili

1. Sono ammissibili a contributo le spese fiscalmente documentabili riferite all'organizzazione delle manifestazioni.
2. Non sono ammissibili:
  1. spese per investimento e acquisto di attrezzature;
  2. spese di rappresentanza;
  3. spese per viaggio, soggiorno e ospitalità, salvo deroghe motivate, in relazione al tipo di iniziativa, dal provvedimento di concessione del contributo;
  4. spese di personale e spese generali, salvo quanto stabilito nel successivo comma 3 del presente articolo.
  5. spese sostenute prima della trasmissione della domanda di contributo.
3. Potranno essere ammesse a contributo, in via forfetaria, spese generali e del personale, entro il limite del 10% della spesa documentata.

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Art. 8. – Interventi a favore di una pluralità di soggetti

1. Le disposizioni attuative di singole iniziative con le quali sia disposta la concessione di contributi, sovvenzioni, sussidi, ausili finanziari e vantaggi economici a favore di una pluralità generalizzata di soggetti (imprese o associazioni delle stesse) sono, ai sensi di quanto stabilito nell’art. 15, comma 2, lettera v., dello Statuto della Camera demandate alla Giunta la quale, nel redigere il relativo regolamento/disciplinare, si conformerà all'articolo 12 della L. n. 241/1990 nonché alla normativa, nazionale e comunitaria, in materia di aiuti di Stato e potrà fissare criteri di valutazione e concessione anche in deroga a quanto stabilito nel presente regolamento.
2. Il regolamento/disciplinare adottato dalla Giunta dovrà, tra l’altro, stabilire:
a) la tipologia dell’iniziativa e l’oggetto dell’intervento;
b) i soggetti beneficiari, con apertura dell’iniziativa a tutti i soggetti potenzialmente interessati senza discriminazioni;
c) i requisiti per l’accesso ai contributi, i criteri per l’esame delle domande, la determinazione del contributo e le modalità di concessione e liquidazione.
3. La Giunta camerale può altresì, conformemente a quanto stabilito nell’art. 15, comma 2, lettera v., dello Statuto della Camera, stabilire, con appositi regolamenti o disciplinari, ulteriori criteri per la concessione di contributi, sovvenzioni, sussidi, ausili finanziari e vantaggi economici in favore delle iniziative svolte in collaborazione con Istituzioni, Pubbliche Amministrazioni e organismi, pubblici o privati, e organizzazioni associative o imprenditoriali, ovvero in collaborazione tra loro, e finalizzate alla promozione e valorizzazione del sistema imprenditoriale e dei settori economici provinciali. La Giunta, nel redigere tali regolamenti/disciplinari, si conformerà all'articolo 12 della L. n. 241/1990 nonché alla normativa, interna e comunitaria, in materia di aiuti di Stato e potrà fissare criteri di valutazione e concessione anche in deroga a quanto stabilito nel presente regolamento.
4. Resta fermo il principio che i singoli provvedimenti riguardanti la concessione di contributi, sovvenzioni, sussidi, ausili finanziari e attribuzione di vantaggi economici dovranno avere come punto di riferimento il programma delle iniziative promozionali della Camera inserito nel preventivo annuale.

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Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445

Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa

… (omissis)

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Articolo 18 - Copie autentiche

1. Le copie autentiche, totali o parziali, di atti e documenti possono essere ottenute con qualsiasi procedimento che dia garanzia della riproduzione fedele e duratura dell'atto o documento. Esse possono essere validamente prodotte in luogo degli originali.
2. L'autenticazione delle copie può essere fatta dal pubblico ufficiale dal quale è stato emesso o presso il quale è depositato l'originale, o al quale deve essere prodotto il documento, nonché da un notaio, cancelliere, segretario comunale, o altro funzionario incaricato dal sindaco. Essa consiste nell'attestazione di conformità con l'originale scritta alla fine della copia, a cura del pubblico ufficiale autorizzato, il quale deve altresì indicare la data e il luogo del rilascio, il numero dei fogli impiegati, il proprio nome e cognome, la qualifica rivestita nonché apporre la propria firma per esteso ed il timbro dell'ufficio. Se la copia dell'atto o documento consta di più fogli il pubblico ufficiale appone la propria firma a margine di ciascun foglio intermedio. Per le copie di atti e documenti informatici si applicano le disposizioni contenute nell’articolo 20.
3. Nei casi in cui l'interessato debba presentare alle amministrazioni o ai gestori di pubblici servizi copia autentica di un documento, l'autenticazione della copia può essere fatta dal responsabile del procedimento o da qualsiasi altro dipendente competente a ricevere la documentazione, su esibizione dell'originale e senza obbligo di deposito dello stesso presso l'amministrazione procedente. In tal caso la copia autentica può essere utilizzata solo nel procedimento in corso.

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Articolo 19 - Modalità alternative all’autenticazione di copie

1. La dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà di cui all’articolo 47 può riguardare anche il fatto che la copia di un atto o di un documento conservato o rilasciato da una pubblica amministrazione, la copia di una pubblicazione ovvero la copia di titoli di studio o di servizio sono conformi all'originale. Tale dichiarazione può altresì riguardare la conformità all’originale della copia dei documenti fiscali che devono essere obbligatoriamente conservati dai privati.

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Articolo 38 - Modalità di invio e sottoscrizione delle istanze

1. Tutte le istanze e le dichiarazioni da presentare alla pubblica amministrazione o ai gestori o esercenti di pubblici servizi possono essere inviate anche per fax e via telematica.
2. Le istanze e le dichiarazioni inviate per via telematica sono valide se sottoscritte mediante la firma digitale o quando il sottoscrittore è identificato dal sistema informatico con l’uso della carta di identità elettronica.
3. Le istanze e le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà da produrre agli organi della amministrazione pubblica o ai gestori o esercenti di pubblici servizi sono sottoscritte dall’interessato in presenza del dipendente addetto ovvero sottoscritte e presentate unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore. La copia fotostatica del documento è inserita nel fascicolo. Le istanze e la copia fotostatica del documento di identità possono essere inviate per via telematica; nei procedimenti di aggiudicazione di contratti pubblici, detta facoltà è consentita nei limiti stabiliti dal regolamento di cui all’articolo 15, comma 2 della legge 15 marzo 1997, n. 59.

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Articolo 46 - Dichiarazioni sostitutive di certificazioni

1. Sono comprovati con dichiarazioni, anche contestuali all'istanza, sottoscritte dall'interessato e prodotte in sostituzione delle normali certificazioni i seguenti stati, qualità personali e fatti:
  1. data e il luogo di nascita;
  2. residenza;
  3. cittadinanza;
  4. godimento dei diritti civili e politici;
  5. stato di celibe, coniugato, vedovo o stato libero;
  6. stato di famiglia;
  7. esistenza in vita;
  8. nascita del figlio, decesso del coniuge, dell'ascendente o discendente;
  9. iscrizione in albi, registri o elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni;
  10. appartenenza a ordini professionali;
  11. titolo di studio, esami sostenuti;
  12. qualifica professionale posseduta, titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione tecnica;
  13. situazione reddituale o economica anche ai fini della concessione dei benefici di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali;
  14. assolvimento di specifici obblighi contributivi con l'indicazione dell'ammontare corrisposto;
  15. possesso e numero del codice fiscale, della partita IVA e di qualsiasi dato presente nell'archivio dell'anagrafe tributaria;
  16. stato di disoccupazione;
  17. qualità di pensionato e categoria di pensione;
  18. qualità di studente;
  19. qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di curatore e simili;
  20. iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo;
  21. tutte le situazioni relative all'adempimento degli obblighi militari, ivi comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di servizio;
  22. di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa;
  23. di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali;
  24. qualità di vivenza a carico;
  25. tutti i dati a diretta conoscenza dell'interessato contenuti nei registri dello stato civile;
  26. di non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e di non aver presentato domanda di concordato.

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Articolo 47 - Dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà

1. L'atto di notorietà concernente stati, qualità personali o fatti che siano a diretta conoscenza dell'interessato è sostituito da dichiarazione resa e sottoscritta dal medesimo con la osservanza delle modalità di cui all’articolo 38.
2. La dichiarazione resa nell’interesse proprio del dichiarante può riguardare anche stati, qualità personali e fatti relativi ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza.
3. Fatte salve le eccezioni espressamente previste per legge, nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i concessionari di pubblici servizi, tutti gli stati, le qualità personali e i fatti non espressamente indicati nell'articolo 46 sono comprovati dall'interessato mediante la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
4. Salvo il caso in cui la legge preveda espressamente che la denuncia all’Autorità di Polizia Giudiziaria è presupposto necessario per attivare il procedimento amministrativo di rilascio del duplicato di documenti di riconoscimento o comunque attestanti stati e qualità personali dell’interessato, lo smarrimento dei documenti medesimi è comprovato da chi ne richiede il duplicato mediante dichiarazione sostitutiva.

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Articolo 76 - Norme penali

1. Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal presente testo unico è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia.
2. L'esibizione di un atto contenente dati non più rispondenti a verità equivale ad uso di atto falso.
3. Le dichiarazioni sostitutive rese ai sensi degli articoli 46 e 47 e le dichiarazioni rese per conto delle persone indicate nell'articolo 4, comma 2, sono considerate come fatte a pubblico ufficiale.
4. Se i reati indicati nei commi 1, 2 e 3 sono commessi per ottenere la nomina ad un pubblico ufficio o l'autorizzazione all'esercizio di una professione o arte, il giudice, nei casi più gravi, può applicare l'interdizione temporanea dai pubblici uffici o dalla professione e arte.

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