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LAVORO AUTONOMO CITTADINI EXTRACOMUNITARI

Pubblicato il: 26/08/2008

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NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Art. 39 DPR 31 agosto 1999, n. 394

DLgs 25 luglio 1998, 286, art. 26



Come disposto dall’art. 26 del Dlgs 25 luglio 1998, n. 286, l’ingresso in Italia dei lavoratori stranieri non appartenenti all’Unione europea che intendono esercitare nel territorio dello Stato un’attività occasionale di lavoro autonomo può essere consentito a condizione che l’esercizio di tali attività non sia riservato dalla legge ai cittadini italiani, o a cittadini di uno degli Stati membri dell’Unione Europea.

In ogni caso lo straniero che intenda esercitare in Italia una attività industriale, professionale, artigianale o commerciale, ovvero costituire società di capitale o di persone o accedere a cariche societarie deve:

  • dimostrare di disporre di risorse adeguate per l’esercizio dell’attività che intende intraprendere in Italia;
  • di essere in possesso dei requisiti previsti dalla legge italiana per l’esercizio della singola attività, compresi, ove richiesti, i requisiti per l’iscrizione in albi e registri;
  • di essere in possesso di una attestazione dell’autorità competente in data non anteriore a tre mesi che dichiari che non sussistono motivi ostativi al rilascio dell’autorizzazione o della licenza prevista per l’esercizio dell’attività che lo straniero intende svolgere.

L'art. 39 del DPR 394/99 prevede quanto segue:

1.Lo straniero che intende svolgere in Italia attività per le quali sono richiesti il possesso di una autorizzazione o licenza o l'iscrizione in apposito registro o albo, ovvero la presentazione di una dichiarazione o denuncia,ed ogni altro adempimento amministrativo, è tenuto a richiedere alla competente autorità amministrativa, anche tramite proprio procuratore, la dichiarazione che non sussistono motivi ostativi al rilascio del titolo abilitativo o autorizzatorio, comunque denominato, osservati i criteri e le procedure previsti per il rilascio dello stesso. Per le attività che richiedono l'accertamento di specifiche idoneità professionali o tecniche, il Ministero delle Attività Produttive o altro Ministero o diverso organo competente per materia provvedono, nei limiti delle quote di cui all'articolo 3, comma 4, del Testo Unico, al riconoscimento dei titoli o degli attestati delle capacità professionali rilasciati da Stati esteri.
2. Anche per le attività che non richiedono il rilascio di alcun titolo abilitante o autorizzatorio, lo straniero è tenuto ad acquisire presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura competente per il luogo in cui l'attività lavorativa autonoma deve essere svolta, o presso il competente ordine professionale, l'attestazione dei parametri di riferimento riguardanti la disponibilità delle risorse finanziarie occorrenti per l'esercizio dell'attività.
Per la richiesta di attestazione dei parametri finanziari e per il nulla osta per l'attività che si intende esercitare, occorre presentare domanda alla Camera di Commercio competente per territorio tramite compilazione dell'apposito modulo ed allegare ad esso copia del passaporto e del permesso di soggiorno in corso di validità (in caso di scadenza - da meno di 3 mesi - si allega anche copia della richiesta di rinnovo munita di fotografia). Se la richiesta viene effettuata tramite procuratore, occorre allegare copia del documento di identità in corso di validità del procuratore e del rappresentato, copia dell'eventuale permesso di soggiorno in corso di validità (in caso di scadenza - da meno di 3 mesi - si allega anche copia della richiesta di rinnovo munita di fotografìa) e procura con autentica della firma, traduzione giurata ed asseverazione dell’Autorità diplomatica o consolare all’estero.
L’attestazione dei parametri finanziari non è richiesta nei casi di lavoro autonomo da svolgere in qualità di socio e/o amministratore in società e cooperative già in attività, e per coloro che sono già in possesso di regolare permesso di soggiorno che consente lo svolgimento di attività lavorativa.
L’attestazione non è richiesta e non è dovuta, inoltre, nel caso si intenda svolgere l’attività di consulente, anche con contratto di collaborazione coordinata e continuativa o altre forme similari (cosiddette “atipiche”).
Il nulla osta viene invece rilasciato dalla Camera di Commercio nei casi in cui alla stessa compete la verifica del possesso dei requisiti necessari per l'esercizio dell'attività, e pertanto per le attività regolamentate (e dunque, ad esempio, per il facchinaggio, l'impresa di pulizia, l'autoriparazione, l'impiantistica, il commercio all'ingrosso) o per attività per le quali occorre un'iscrizione ad albi o ruoli camerali. In tali casi il rilascio del nulla osta viene effettuato dall’Unità Albi e Ruoli.
La Camera di Commercio non è mai direttamente competente per quanto riguarda le attività per le quali il titolo abilitativo o autorizzatorio è rilasciato da altro ente; alla Camera di Commercio quindi ci si deve rivolgere esclusivamente per la richiesta dell’attestazione dei parametri finanziari relativi all'attività che si intende esercitare.
La Camera di Commercio provvede al rilascio del nulla osta ovvero alla emissione della attestazione nel termine massimo di 60 giorni dalla presentazione della richiesta.

Per il rilascio di nulla osta, inoltre, il possesso dei requisiti necessari per l'esercizio dell'attività deve essere documentato come segue:


per i requisiti morali, con attestazione dell'Autorità competente dello stato estero, con traduzione asseverata dall'Autorità diplomatica italiana che ne attesta la conformità all'originale e la competenza dell'Autorità che l'ha rilasciata; se non esistono tali Autorità, l'Autorità diplomatica italiana certifica sulla base delle verifiche ritenute necessarie;

per i requisiti professionali occorre distinguere i seguenti casi:

  • Per i requisiti professionali abilitanti già riconosciuti dallo Stato di provenienza, con decreto di riconoscimento del Ministero competente (solitamente il Ministero titolare della vigilanza sulle professioni);
  • in caso di titoli di studio di per sé abilitanti all'esercizio dell'attività, con riconoscimento del Ministero competente oppure con attestazione del Ministero dell'Università Istruzione e Ricerca della corrispondenza del titolo di studio a quello italiano. La dichiarazione di corrispondenza è da sola sufficiente, nel senso che non occorre il decreto di riconoscimento dei requisiti, soltanto quando un titolo di studio dà direttamente accesso ad un'iscrizione;
  • in caso di titoli di studio abilitanti soltanto se uniti ad altri requisiti (corsi di formazione, esperienza lavorativa, tirocinio, esami), con decreto di riconoscimento del Ministero competente (solitamente Ministero delle Attività Produttive per le attività di impresa; Ministero del Lavoro e Politiche Sociali per estetisti);
  • in caso di scuola dell'obbligo di per sé sufficiente per l'esercizio dell'attività, con certificazione rilasciata (direttamente o mediante la convalida di traduzione giurata di attestazione dell'Autorità locale estera) dall'Autorità diplomatica o consolare italiana presso il paese estero.

Quando la qualificazione professionale di cui si chiede il riconoscimento non sia completamente sovrapponibile a quella prevista dal sistema formativo italiano, il riconoscimento è subordinato, per tutti, al compimento di un tirocinio di adattamento o ad una prova attitudinale.
Il riconoscimento è contenuto in un Decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e ha valore su tutto il territorio nazionale.
Documentazione da produrre al fine del riconoscimento ministeriale dei requisiti professionali

1. apposita domanda in bollo: l'attività per la quale si richiede il riconoscimento dei requisiti deve essere ben specificata (ad esempio carrozzeria e non autoriparazione);

2. dichiarazione di valore in loco, cioè documento sintetico attestante l'autenticità e la legittimità di tutta la documentazione presentata, rilasciata dalla rappresentanza diplomatica italiana nel paese in cui il titolo è stato conseguito; la dichiarazione del valore in loco deve attestare:

    1. la natura e il valore locale ai fini professionali dei titoli di studio e dei certificati di
formazione e abilitazione professionale;
    2. se nel paese in cui i titoli sono stati conseguiti l'attività di cui si chiede il riconoscimento
è libera e legittimamente esercitabile anche in assenza di particolari titoli o requisiti,
ovvero regolamentata, e in tal caso se i titoli in possesso dell'interessato siano idonei o
meno ad abilitare all'esercizio dell'attività;

3. documentazione prodotta alla rappresentanza diplomatica italiana per l'ottenimento della dichiarazione di valore: i titoli di studio e di formazione professionale devono essere corredati dall'elenco delle materie oggetto di studio per ciascun anno di corso; la documentazione deve essere preventivamente legalizzata dalla rappresentanza diplomatica italiana nel paese estero, salvi i casi di esonero previsti da accordi internazionali (per i paesi aderenti alla convenzione dell'Aja la legalizzazione è sostituita dalla "Apostille"). I documenti, se redatti in lingua straniera, devono essere accompagnati da una traduzione in lingua italiana certificata conforme al testo originale dalle autorità diplomatiche o consolari italiane del Paese in cui i documenti sono stati redatti, oppure da una traduzione eseguita da un traduttore ufficiale e confermata dalla rappresentanza diplomatica.;documenti di fonte pubblica, per il riconoscimento di periodi di esperienza professionale maturata all'estero negli ultimi dieci anni nello specifico settore di attività in cui si intende operare in Italia; la descrizione delle attività dovrebbe comprendere i livelli di inquadramento; se l'esperienza professionale è maturata in un paese UÈ è sufficiente la documentazione rilasciata dalla competente autorità del paese membro (art. 8 direttiva 1999/42/CE); la documentazione deve essere preventivamente legalizzata dalla rappresentanza diplomatica italiana nel paese estero, salvi i casi di esonero previsti da accordi internazionali (per i paesi aderenti alla convenzione dell'Aja la legalizzazione è sostituita dalla "Apostille"). I documenti, se redatti in lingua straniera, devono essere accompagnati da una traduzione in lingua italiana certificata conforme al testo originale dalle autorità diplomatiche o consolari italiane del Paese in cui i documenti sono stati redatti, oppure da una traduzione eseguita da un traduttore ufficiale e confermata dalla rappresentanza diplomatica; per la valutazione, ai fini del riconoscimento, di eventuali periodi di esperienza professionale maturati in Italia, è sufficiente una dichiarazione dell'interessato corredata da fotocopia del libretto di lavoro o altro equipollente;

4. fotocopia del permesso di soggiorno o della carta di soggiorno in caso di extracomunitario regolarmente soggiornante in Italia; certificato di cittadinanza o copia autentica del passaporto in caso di extracomunitario non soggiornante in Italia.
Per i cittadini svizzeri, in base alla legge n. 364/2000, di ratifica di un accordo tra UÈ e Svizzera stessa, sono applicabili le indicazioni qui riportate per i titoli professionali acquisiti nei paesi UÈ. Per quanto riguarda i requisiti morali, la dimostrazione deve avvenire con attestazione dell'Autorità competente dello stato estero, con traduzione asseverata dall'Autorità diplomatica italiana che ne attesta la conformità all'originale e la competenza dell'Autorità che l'ha rilasciata; se non esistono tali Autorità, l'Autorità diplomatica italiana certifica sulla base delle verifiche ritenute necessarie
Costi

• marca da bollo, € 16,00 da applicare sull’istanza
• marca da bollo, € 16,00 da apporsi sull’attestazione che rilascerà la Camera di
Commercio
• diritti di segreteria, € 3,00

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